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Consiglio di Bacino "Polesine"

Provincia di Rovigo - Regione del Veneto


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Pianificazione e governo del territorio


PIANIFICAZIONE E GOVERNO DEL TERRITORIO

Sezione relativa alla pianificazione e governo del territorio, come indicato all'art. 39 del d.lgs. 33/2013

La L.R. n. 17/2012 ha riconfermato la suddivisione degli Ambiti Territoriali Ottimali così come definiti dalla precedente L.R. n. 5/98.

La porzione di territorio ricadente nell’Ambito Territoriale Ottimale “Polesine” si localizza nella parte meridionale del Veneto tra il Po e l’Adige, che ne segnano i confini a sud e a nord, e che rappresentano rispettivamente il primo e il secondo fiume italiano per lunghezza e portata.

Ad essi vanno aggiunti altri fiumi , come il Tartaro-Canalbianco e l’Adigetto e gli innumerevoli canali e scoli, grandi e piccoli che frazionano tutto il territorio della Provincia di Rovigo.

Il confine meridionale si sviluppa in coincidenza della riva sinistra del fiume Po, a partire dalla zona mantovana e lungo il ferrarese, seguendone il ramo di Goro sino alla confluenza in Adriatico, mentre a nord il limite tra le Province di Rovigo e Padova è segnato dal corso dell’Adige. Il comune di Cavarzere in Provincia di Venezia, attraversato dal fiume Adige, fa parte dell’Ambito come il Comune di Castagnaro in Provincia di Verona, localizzato nella parte nord-ovest del territorio.

La superficie complessiva del territorio amministrata dall’Ambito è pari a 1.963, 98 Km2, dei quali 1.788,64 Km2ricadenti in Provincia di Rovigo ed i rimanenti 175,34 Km2 nelle Province di Venezia e Verona. L’area, nella maggior parte, tributaria dei bacini dei fiumi Fissero, Canalbianco, Po di Levante ed è stata dichiarata rischio di crisi ambientale dall’art. 6 della L. 28.08.1989 n, 305.

I centri maggiori di questa vasta zona pianeggiante sono il capoluogo Rovigo e la città di Adria, che insieme contano circa 74.000, pari a circa il 30% della popolazione complessiva dell’Ambito.

Grande importanza riveste la presenza, ad est del Delta del Po, creato dalla lenta sedimentazione del fiume e dalla secolare opera di regimazione delle acque e di bonifica dei territori paludosi. Dall’inizio dell’anno 1000 d.C. la maggior parte dei sedimenti cominciò a riversarsi verso Nord, nei rami di Goro e di Levante così che, nel 1599, la Repubblica di Venezia decise di deviare verso sud il principale ramo del Po per mezzo di un canale lungo7 kmchiamato il “Taglio di Porto Viro”.

Da allora è iniziata una lenta espansione della terra che continua ancora oggi associata al fenomeno bradisismico  che ha portato ad abbassamenti stimati in 7-10 cm/anno nel periodo 1958–1962 e 1,5-3 cm/anno nel periodo 1970-1974, con perdite superiori al metro di livello medio di terreno.

L’evento di piena più drammatico osservato nel Polesine è del 1951 quando nell’inondazione crollano 52 ponti egli argini del Po risulteranno distrutti per oltre60 km.

L’opera di prosciugamento dei terreni, che subirono forti modificazioni, terminerà solo nel maggio 1952 con una stima di danno complessiva pari a 400 miliardi di lire.

Gli imponenti argini costruiti in seguito e le potenti idrovore preservano oggi un territorio spesso visibilmente sotto il livello del mare e del fiume.

 

Piano D'Ambito 2014 - 2038

Piano Economico - Finanziario e Tariffario 2014-2038 

 

 

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